No Tav, antifascisti, dalla parte dei lavoratori

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

Come altre volte e forse ancor più oggi quella in Val di Susa sarà una manifestazione di popolo. Una manifestazione contro la prosecuzione di un progetto – l’AV Torino-Lione – totalmente inutile, come ampiamente dimostrato da svariati studi, la cui unica finalità è di alimentare interessi speculativi e affaristici di portata enorme. Questi interessi hanno trovato sponda e rappresentanza, alla stessa stregua, nei partiti di centrodestra e centrosinistra chiusi a qualsiasi confronto e sollecitazione critica. Di più, intere aree sono state sottratte alla comunità locale e occupate militarmente, l’arma della repressione è stata brandita a piene mani nei confronti di quanti nel corso di questi anni hanno manifestato e protestato contro l’avvio di lavori distruttivi non soltanto dal punto di vista ambientale ma di elementari diritti democratici e di cittadinanza.

Eppure, nonostante anni di menzogne e angherie, i fautori del Tav non sono minimamente riusciti nell’intento di scalfire la contrarietà della popolazione che anzi, caso più unico che raro, è andata crescendo nel corso di 22 lunghi anni fino a dare vita a vere e proprie azioni di disobbedienza e resistenza largamente condivise a livello di massa. Azioni che non possono essere indiscriminatamente liquidate - solo degli stupidi o in malafede lo possono fare - come azioni “fuorilegge” tanto più a fronte di scelte ingiuste e truffaldine giocate sulla testa della gente. Molto semplicemente sono azioni che dicono di una conflittualità irrisolta.

L’opposizione alla realizzazione di una nuova linea di AV Torino-Lione (ricordiamolo, una linea c’è già ed è grandemente inutilizzata), vissuta come un enorme spreco di denaro pubblico, continuerà a crescere tanto più in presenza di una crisi economica rivolta contro le classi sociali più deboli. Una domanda semplice semplice che si pongono tutti: perché mai i vincoli di bilancio dovrebbero comportare una politica di austerità e di sacrifici a senso unico, tagli alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali e non riguardare il modello costosissimo delle grandi opere che non servono a nulla? Continuano a mancare risposte concrete, credibili che non siano la riproposizione di una certa idea tossica di sviluppo o l’opposizione meramente propagandistica. A ben guardare alle manovre di Palazzo di questi giorni tutte incentrate su cariche, nomine, costi della casta non mi sembra che si stia uscendo da questo schema di gioco politico. Manovre che ancora una volta rischiano di essere “diversive” rispetto ai reali problemi del Paese che parlano d’ineguaglianze sociali e di reddito, di precarietà, di disoccupazione oltre che di spreco di risorse pubbliche in grandi opere inutili.

In questi giorni da più parti si è tentato di travisare o di ridurre la manifestazione odierna nei termini di una “marcia dei grillini del movimento 5 stelle” che in una valle inascoltata hanno raccolto un ampio consenso. Tentativo strumentale e sbagliato sotto tutti i punti di vista a fronte di un movimento di lotta, quello NoTav, aperto e plurale. Oggi noi di Rifondazione Comunista ci saremo, in tanti, sulla base di una precisa scelta di campo: coniugare l’opposizione alle grandi opere, l’impegno contro la repressione del movimento e la militarizzazione del territorio al nostro essere di sinistra, antifascisti, dalla parte dei valori della giustizia sociale, dei diritti del lavoro oggi vergognosamente messi in discussione da tanta parte del sistema politico italiano, compresa quella parte che oggi si autorappresenta “né di destra né di sinistra”. Questa la nostra scelta, questo il nostro impegno cui non intendiamo venir meno avendo a riferimento una realtà di movimento plurale cui ci sentiamo parte integrante.

Ezio Locatelli

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