Parco della Pace, è polemica tra PdAC e Rifondazione

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

 

Non è questione di piroette, ma di chiarezza. La nostra solidarietà per i fatti di sabato 4 maggio rimane, ma essere solidali perché siete stati cacciati dal corteo, non significa condividere il vostro pensiero. Rifondazione Comunista è composta da molte anime e tra queste anche da presidianti o provenienti da quel gruppo. Non è un segreto che Rui, Zentile, Dal Pone, Cestaro, Zarantonello e altri, siano parte di quel variegato mondo e sono sempre stati antiimperialisti e contro la militarizzazione del territorio, contro quindi il Dal Molin e tutto ciò che ci sta attorno a questa brutta vicenda. E questo non per opportunismo, non per questione di voti, ma perché ci crediamo veramente. Crederci significa anche trovare il modo di unire il movimento e non dividerlo, per arrivare a vincere una lotta, come fecero i nostri nonni sulle nostre montagne contro l'invasore e il fascismo.
Qui nessuno è stato bacchettato, siete solo voi che bacchettate tutti e siete contro tutto ciò che non la pensa alla vostra maniera. A questo punto viene da pensare che siete voi che disunite la sinistra, quella vera, e il movimento. Essere anti capitalisti, significa anche vivere tra la gente e unire gli sforzi per raggiungere l'obbiettivo. Non basta gridare, bisogna anche fare.

Per quanto riguarda il passato, penso non ci sia nulla da aggiungere alle vostre illazioni, fanno parte del vostro stile di attaccare Rifondazione da quando ne siete usciti. Tentare di unire la sinistra di allora, non ci sembrava una cattiva idea, anche perché l'alternativa era di consegnare l'Italia a Berlusconi, ciò che qualcuno ha fatto poi.          

 

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Comunicato di Raffaello Giampiccolo, Candidato Sindaco Partito di Alternativa Comunista (Lit-Ci) da www.vicenzapiu.com

Il candidato sindaco di Rifondazione Comunista prima ci esprime la solidarietà e poi, evidentemente "bacchettato" da qualcuno, ci attacca sulla nostra posizione sul parco della Pace, che noi continuiamo a ritenere una sorta di inaccettabile compensazione alla costruzione della base militare, ottenuta in cambio della pacificazione della città.

In ogni caso, noi non ci meravigliamo di queste non nuove piroette di Rifondazione. A Vicenza questo partito è lo specchio di quello che è stato a livello nazionale: negli anni di Genova e dei movimenti contro la guerra, il "pacifismo" dei dirigenti di Rifondazione era finalizzato ad avere un capitale di voti da spendere per entrare nel secondo governo Prodi e, quando questo avvenne, il gruppo dirigente fu premiato con varie poltrone (come il ministro Paolo Ferrero). Ricordiamolo, sono stati fedeli alleati di quel Governo al momento del voto e hanno appoggiato la finanziaria di guerra del governo Prodi con il rifinanziamento della guerra in Afghanistan. Inoltre hanno votato i 12 punti che prevedevano l'obbedienza a Nato e Ue, la «rapida attuazione» di (inutili) "grandi opere" mangia denaro come «i corridoi europei (compresa la Torino-Lione, cioè il Tav)», la prosecuzione delle liberalizzazioni dei servizi pubblici e delle professioni, la «riduzione significativa della spesa pubblica», pensioni comprese. Una battaglia contro la guerra deve avere una certa coerenza, quella di Rifondazione, rimane sempre con molti "se" e molti "ma".
Per quanto riguarda il terreno affianco al Del Din giace lì abbandonato, gli effetti ambientali della costruzione della base sulla falda acquifera si notano su quella che oggi possiamo definire ironicamente "palude della pace". Certamente è un terreno che va trasformato in parco ma va ricordato che affianco è situato un imponente avamposto militare statunitense, il che rende bizzarro nominare quel prato "parco della pace". Non è la prima volta che viene utilizzato il termine "pace" per perpetrare ingiustizie enormi e per giustificare massacri e devastazioni.

 
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