Campo Marzo e la paura, Prc: destra senza pudore, amministrazione con più coraggio
Giuliano Ezzelini Storti, Segretario Provinciale Prc FdS di Vicenza- Muore una persona, per chi come me non crede nella vita dopo la morte, é una tragedia che tocca nel profondo e fa sì che prima di scrivere sui fatti di Campo Marzo di questi giorni ci si debba fermare un secondo in più. Tocca ancora di più se si pensa al fatto che é accaduto, la morte di un giovane migrante, durante una delle feste popolari più amate a Vicenza dove la gioia e lo scherzo dovrebbe farla da padrone ed invece viene investita da una tragedia indescrivibile.
Agli attori politici dovrebbe toccare la capacità di sedersi intorno ad un tavolo e vedere le ragioni per cui accadono fatti di questo genere, senza tentare di speculare su un morto, ma cercando di dare risposta alla frustrazione della popolazione vicentina che davanti ad una tragedia chiede, come ha fatto da tempo, una soluzione su di una parte della Città.
Invece vediamo la Destra più becera agitare il drappello della sicurezza, addirittura parlare di voler recintare l'area o riempirla di Guardie private: incredibile, si alimenta la paura, si cerca di creare uno stato di polizia permanente per avere del facile consenso! Quando non sa cosa fare la destra chiede sempre di vigilare, controllare, limitare le libertà personali: per qualcuno la dittatura é sempre il rimedio migliore.....
Noi crediamo invece che si debba ripartire dallo slogan di qualche mese fa: liberiamo campo Marzo dalla paura!
Variati sembrava ci stesse a sostenere questo percorso, mi ricordo di averne discusso con lui quella giornata in cui si abbinarono gioco, cibo locale ed etnico, ma probabilmente quel percorso era troppo complicato?
Chiedo allora di riprendere quanto non si é proseguito, quanto non si é tentato per armonizzare e rendere vivibile il parco e l'intera area.
L'amministrazione comunale di Vicenza non ceda alle provocazioni della destra, abbia coraggio, trasformi Campo Marzo in un luogo vivibile e libero da paure, ma soprattutto inclusivo e tollerante.
Perché non si parla di questo? Perché nessuno chiede venga ripreso quel percorso profondamente diverso dallo "stato di polizia" permanente?