Incinta ti ritiro l'incarico. Hai voluto un figlio, occupati di lui e non di altro.
La Vicenda dell'Assessore allo Sport Roberta Agnoletto di Mira, rappresenta un vero atto machista e di violenza contro le donne. E dimostra come in questi 50 anni, di fatto si sono fatti pochi progressi per il riconoscimento paritetico uomo-donna. Il fatto che una gravidanza diventi una gravante, come fosse una grave malattia, per togliere una delega o un impiego, se non spostare di ruolo una donna, è grave. Ancor di più lo è che siano molte donne o uomini a pensare (come gira su facebook) che chi “ha voluto un figlio” si deve dimettere o lasciare il posto, poiché non può seguire bene l'uno e l'altro. Ritirarsi ad accudire la prole da brave madri e donne come si adice al ruolo stereotipato di un mondo cattolico, come se la maternità dovesse essere il valore principale di una donna. Questo caso non è il primo e non sarà, purtroppo, l'ultimo, ma fa discutere che ad attuare il provvedimento non è quanto una donna e non il Sindaco, ma una Amministrazione di M5S (Movimento 5 Stelle), che si propaganda come il nuovo che avanza. La questione dovrebbe far riflettere molte donne, ma anche uomini, perché se questo è il nuovo, aspettiamoci di coprire di nuovo la testa con un fazzoletto o lo sciale nero, il divieto di uscire da casa da sole, e di rientrare dopo mezzanotte. Aspettiamoci visto la crisi, l'imposizione di rimanere a casa a fare la calza, ad occuparci del marito e dei figli.
Irene Rui – Forum delle donne del PRC-FdS di Vicenza – Rivoluzione Civile