La banca non dà i fondi: «più garanzie» fermo il progetto del villaggio Usa

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

Gli americani puntano su Caldogno per i soldati con famiglia. Il bando è stato vinto dalla Cmc di Ravenna. L'investimento è di 35 milioni di euro per 99 case

CALDOGNO (Vicenza) — Novantanove appartamenti per sole famiglie di soldati e di civili impiegati nelle basi statunitensi, un vero e proprio «villaggio», anche se non chiuso da reti e guardiole, come l’insediamento esistente a Vicenza Est, ma con aree verdi e campi sportivi aperti a tutta la cittadinanza. Parola d’ordine: integrazione delle comunità. Il progetto dovrebbe prendere forma in via Fogazzaro, fra il centro di Caldogno e la zona industriale lungo la strada provinciale per Thiene, dove ora ci sono campi di granoturco, per un investimento di almeno 35 milioni di euro. Ma il rischio è che non decolli, per il venir meno della copertura finanziaria da parte di un fondo immobiliare. Il fondo dovrebbe fornire la liquidità necessaria alla cooperativa emiliana Cmc, un colosso delle costruzioni, la stessa che ha appena concluso i lavori della caserma Del Din, inaugurata martedì scorso.

Ora l’accordo potrebbe saltare, perché il comando della caserma Ederle ha dato alla Cmc un ultimatum che scade il 10 luglio. Tutto ha inizio nel 2007, quando in vista della costruzione della nuova base al Dal Molin gli americani puntarono su Quinto Vicentino, prendendo accordi con un privato che avrebbe costruito un mega villaggio da 215 alloggi. Ma il 28 novembre di quell’anno il progetto fu bocciato dal consiglio comunale. Di conseguenza cambiò la strategia: non più grandi insediamenti ma un mix di piccoli insediamenti. Fu pubblicato un nuovo bando con l’obiettivo di raggiungere quota 260 appartamenti ex novo. La formula è quella del «build to lease»: al privato proponente resta l’onere della costruzione (secondo standard americani, con almeno tre camere da letto, ingressi indipendenti, aria condizionata ovunque), in cambio il comando Usa si impegna a pagare l’affitto per dieci anni. Quello proposto dalla Cmc a Caldogno prevede 99 abitazioni, è l’insediamento più grande fra quelli che hanno vinto il bando. «La Cmc ha vinto il bando degli americani e ha già stipulato un preliminare di accordo con i proprietari dei terreni in via Fogazzaro - spiega il sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro - Il finanziamento dell’opera, circa 35 milioni di euro, doveva essere garantito da un fondo immobiliare, ma pare che si sia ritirato».

Il punto debole sarebbe la durata decennale dell’ammortamento: «Fondi e banche richiederebbero dai 15 ai 20 anni almeno per ammortizzare i costi di costruzione - continua Vezzaro - ma gli americani ne concedono soltanto 10 nel contratto ». Da parte della Cmc non arrivano conferme né smentite: «Sul progetto non abbiamo il via libera definitivo, quindi non commentiamo» fanno sapere dal quartier generale di Ravenna. Sul tavolo di Vezzaro al momento c’è solo una bozza di progetto concordata con l’amministrazione comunale: il progetto non è ufficialmente depositato, ma il Piano di assetto del territorio (Pat) ha previsto l’edificabilità dell’area. «L’accordo prevederebbe per il privato l’obbligo di realizzare opere pubbliche: una rotatoria, un tratto di strada per collegare il villaggio al centro del paese e una perequazione di circa un milione - spiega Vezzaro - Il villaggio sarebbe aperto a tutti, con spazi verdi, campi da basket e pallavolo ad uso pubblico». Per sbloccare l’accordo restano ancora pochi giorni. Se non andrà in porto, i militari a stelle e strisce dovranno ripartire da capo, affidandosi al progetto arrivato secondo in graduatoria: di taglia più piccola e, dice Vezzaro, «non a Caldogno».

Giulio Todescan da www.corriereveneto.it

 

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