La Consulta: «Sì a tutele per coppie gay». E il Porcellum è incostituzionale

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

Il Pride di Milano

La svolta? E' quasi storica. E' la prima volta che la Consulta interviene su una questione che ha tenuto banco nella politica per decenni senza trovare una soluzione. Il tema è quello delle unioni tra persone delle stesso sesso. Una questione che ha trasceso persino gli equilibri politici dei diversamente schieramenti ma che, per l'Italia, è rimasta ferma al palo.
Ora? E' intervenuto Franco Gallo, presidente della Corte Costituzionale, per dire a chiare lettere che, tra le priorità che la politica deve affrontare, c'è anche la questione delle unioni gay. «La Corte ha escluso l'illegittimità costituzionale delle norme che limitano l'applicazione dell'istituto matrimoniale alle unioni tra uomo e donna, ma nel contempo - ha dichiarato Gallo - ha affermato che due persone dello stesso sesso hanno comunque il diritto fondamentale di ottenere riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri, della loro stabile unione». La Consulta, ha ricordato Gallo, «ha perciò affidato al Parlamento la regolamentazione della materia nei modi e nei limiti più opportuni».Per altro senza risultati finora. Così, mentre in Francia proprio oggi si è varato il primo provvedimento che, a parte le nozze, concede anche le adozioni alle coppie gay; mentre anche l’Uruguay legalizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso, secondo paese dopo l'Argentina; dopo che la stessa Europa è praticamente avanti anni luce sul tema dei diritti delle persone Lgbtqi, l'Italia resta fanalino di coda: resta solo il richiamo della Consulta alla politica.
Tra i primi ad accogliere l'appello la presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha commentato così l'intervento di Gallo: «Questi sono richiami su cui tutti dobbiamo riflettere. C'è un lavoro che non è stato portato a termine, e io lavorerò per riprenderlo».

Ma Gallo non si è fermato solo a bacchettare la politica sulle questioni dei diritti, ma è intervenuto con nettezza anche su altri temi scottanti d'attualità politica come quello all'ordine del giorno della legge elettorale. Le sue sono parole durissime: "È appena il caso di menzionare, poi, l'altra raccomandazione - tanto spesso richiamata nelle più diverse sedi politiche - a modificare la vigente legge elettorale. Già con le sentenze n. 15 e n. 16 del 2008, e, più di recente, con la numero 13 dello scorso anno, la Corte ha invano sollecitato il legislatore a riconsiderare gli aspetti problematici della legge n. 270 del 2005 'con particolare riguardo all'attribuzione di un premio di maggioranza (...) senza che sia raggiunta una soglia minima di voti o di seggi'".

Il presidente ha, dunque, concluso: ''Il Porcellum è un sistema che per alcuni aspetti, come il premio di maggioranza, è sospettato di incostituzionalità''. Chi ha orecchia per intendere, intenda.

 

 

Castalda Musacchio da www.liberazione.it
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