"Rifiuto speciale non riciclabile": il monologo di un disabile verso il suo politico
Pubblichiamo molto volentieri "Rifiuto speciale non riciclabile", monologo di un disabile verso il suo "politico", che Vanni Poli, fratello di un ragazzo disabile, ha composto nell'agosto 2011. Nella speranza che quanti adesso sono ancora invisibili possano in un futuro molto prossimo avere l'attenzione che meritano. Per smettere di essere "rifiuti" e tornare persone. Che portino un voto o meno.
sto qui seduto
Non senti la voce.
Ti ho guardato ieri dalla mia panchina, mi passavi davanti, non mi vedevi.
Parlavi con qualcuno, non ero io, per te non c'ero, lungo quella strada
Non senti la voce, quella mia,
mi accorgo di essere afono o forse la mia è una lingua diversa
cammino anch'io per la tua città, non mi vedi, forse non è la mia città
l'aria che respiri non è la mia e anche il cibo e l'acqua sono altri
poi ti vedo, eccome ti vedo alla tivù parli di me:
ma allora io ci sono da qualche parte, ti preoccupi di me, dici.
Mi chiami diversamente qualcosa, mi illudo di esistere, allora mi illudo;
poi allunghi la mano su di me, per una carezza davanti alla telecamera.
Il problema è che poi tu corri a lavarti le mani;
è chiaro sono brutto, un po' scemo anche,
è chiaro, ti faccio schifo.
Non la senti la mia voce
mi dai una casa altrove
mi dai una scuola altrove
mi dai un lavoro altrove
ma ora c'è la crisi devi risparmiare anche l'altrove
mi togli tutto, tanto non ho voce
dici che mi vuoi bene, malgrado tutto, anche se sono un problema.
Ma adesso non hai più scrupoli
tanto il mio voto non arriva
sono un rifiuto speciale non riciclabile
Vanni Poli 2011 agosto