«Se sei una donna celiaca, devi mangiare meno»: la Regione deve eliminare questa discriminazione istaurata dalla deliberazione 991 del 5 giugno 2012
Il consigliere Pettenò ha oggi presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di rettificare la deliberazione n. 991 del 5 giugno 2012 e riportare così allo stesso livello –per maschi e femmine – il limite massimo di spesa mensile per l’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine.
Tutto ha origine nel fatto che il numero di persone colpite da celiachia, negli ultimi anni, è fortemente aumentato e di conseguenza per la Regione aumenta anche la spesa per l’erogazione gratuita di prodotti dietoterapeutici senza glutine. Per trovare una soluzione, la Regione ha deciso di intervenire con la deliberazione n. 991, che, modificando quanto è stato deciso con L.R. 8 novembre 2008, cambia l’entità massima di contributo mensile alle donne adulte, abbassandolo da 140 a 99 euro, lasciando invece invariata la cifra relativa agli uomini.
Questa decisione è tanto più incomprensibile quanto più si osserva il dato secondo cui ben il 60% della popolazione adulta affetta da celiachia è di sesso femminile: tale riduzione, dunque, va a colpire la fascia più ampia di popolazione affetta da questo disturbo. Oppure – cambiando punto d’osservazione – si potrebbe quasi pensare che, per la decisione, sia stata seguita una logica simile alla seguente: se proprio si deve ridurre un aiuto economico a una fascia della popolazione, conviene tagliarlo a quella più numerosa, perché così si ottiene un risparmio maggiore…
Altre spiegazioni, per questa vera e propria discriminazione, è difficile trovarne. Ne viene in mente solo una, purtroppo peggiore della prima: ridurre il tetto massimo di spesa mensile per le donne è quasi come affermare che le donne hanno bisogno di meno cibo perché necessitano di un apporto calorico inferiore rispetto ai maschi, dovendo occuparsi di mansioni da “sesso debole”, quindi, teoricamente, meno faticose. «Questa logica aberrante – scrive Pettenò nell’interrogazione – appartiene, solo e per fortuna, a vecchi, ridicoli e ormai superati manuali di dietetica, a cui la Giunta, purtroppo, pare continuare ad affidarsi, nonostante l’evoluzione del mercato del lavoro e della distribuzione tra i sessi dei carichi di lavoro, anche famigliari, traccino tutta un’altra realtà.