SPENDING REVIEW: Circolare spazza Province

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

Irene Rui- “Monti risparmia le festività ma taglia le province... L'atto “rivoluzionario” riguarda il taglio di molte province. Il governo ha licenziato la circolare che definisce i criteri necessari perché le attuali province continuino ad esistere: devono avere almeno 350 mila abitanti e una superficie di 2.500 chilometri quadrati. Tutte le altre verranno accorpate. Per dieci grandi città - come Roma, Milano, Firenze, Venezia, Torino e Napoli – le province si trasformeranno in città metropolitane.” (Marika Manti da “Il Manifesto” del 21 luglio 2012). Si tratta solo del primo passo per riorganizzare il sistema delle autonomie locali dopo toccherà ai Comuni.

In tutto si salvano 43 province. Le competenze sono anche, ridotte: si occuperanno di ambiente, trasporti e viabilità. Mentre il mercato del lavoro e l'edilizia scolastica diventeranno di competenza dei comuni come stabilito dal decreto “Salva Italia”. Tanto valeva eliminare le province. In questo modo le competenze della provincia passano ai comuni e alla Regione, la quale dovrà provvedere degli uffici decentrati nel territorio, magari nelle ex province. In questo modo le risorse finanziarie non vengono risparmiate, bensì saranno maggiori, come molti lavoratori si troveranno in situazioni di mobilità o esondazione, passati da un ente all'altro. Le province devono essere abolite dal punto di vista politico, mentre da quello amministrativo, con i dovuti tagli ai doppioni, dovrebbero essere mantenuti, anche per un servizio amministrativo ai cittadini.

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