Spot omofobo Zanon: presidio di Rivoluzione Civile alla sede di Veneto Innovazione
da ARC VENETO
Questa mattina alle 10.00, un gruppo simpatizzanti di Rivoluzione Civile ha messo in atto un presidio davanti alla sede di Veneto Innovazione, a Mestre, per protestare contro il presidente dell’agenzia regionale Raffaele Zanon (e candidato di Fratelli d’Italia) e chiederne le dimissioni per lo spot elettorale omofobo diffuso nei giorni scorsi: un video indecente, del tutto privo di contenuti, con l’unico effetto di promuovere odio, dimostrando una cultura anacronistica e ottusa.
Tra i partecipanti anche il consigliere regionale FdS-Prc Pietrangelo Pettenò, che ieri aveva presentato una mozione in cui chiedeva alla Giunta regionale di rimuovere Zanon dal suo incarico di presidente di Veneto Innovazione per assoluta inadeguatezza» e di valutare «l’opportunità di intraprendere un’azione legale per denunciare lo stesso per istigazione alla violenza e alla discriminazione».
I partecipanti hanno stazionato di fronte all’ingresso esibendo cartelli che, letti uno dietro l’altro – allo stesso modo utilizzato della coppia gay salita sul palco di San Remo (modo vituperato dallo spot di Zanon e Alberto Romano) –, componevano il messaggio «Lo Statuto della Regione Veneto afferma che la Regione promuove la partecipazione e l’integrazione di ogni persona nei diritti e nei doveri, contrastando pregiudizi e discriminazioni. Questo significa che il Veneto respinge ogni pregiudizio omofobo, considerandolo un segno di inciviltà e arretratezza. Il che significa che un omofobo come Raffaele Zanon, protagonista di uno spot degno della peggior cultura del ventennio fascista, non può presiedere l’agenzia in nome della Regione Veneto».
Zanon ha ritenuto opportuno non farsi vedere o incontrare il presidio, né inviare qualcuno per parlare a suo nome.