Documento di indirizzo del Circolo PRC Valeagno, in vista del prossimo Congresso.

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

 

Domenica 2 u.s. i Compagni riuniti nel Consiglio Direttivo di Circolo hanno deciso di assumere come documento di indirizzo e di intenti, in vista del prossimo Congresso del PRC, l’intervento che lo scrivente aveva preparato in occasione dell’assemblea nazionale dei Segretari di Circolo (Nord Italia), non esposto poi per i raggiunti limiti di tempo. La preghiera del Consiglio direttivo è quella di assumere quanto sotto riportato per contribuire alla stesura di un documento di indirizzo e di intenti su base Provinciale, Regionale e Nazionale.

 

 

“Care Compagne, Cari Compagni,

innanzitutto vi porto il saluto di quanti, della Vallata dell’Agno, quest’oggi, non si trovano qui ed inoltre vorrei esprimere il mio disappunto riguardo l’esiguo numero di giovani che hanno parlato dal palco di quest’assemblea; i giovani hanno la speciale facoltà di rappresentare il presente ed il futuro di questa società ed anche se è vero che il passato è importante, è altrettanto vero che lo scorrere del tempo non si muove in quella direzione. Io provengo da Valdagno, una Città che i più di voi conosceranno solo se collegata alla fabbrica Marzotto, una Città che è cresciuta attorno a tale fabbrica, plasmata attorno ai ritmi delle macchine per l’industria tessile che ne ha prima accentrato la forza-lavoro nella filiera e poi l’ha abbandonata, un colpo al cerchio, uno alla botte, durante la lunga stagione delle delocalizzazioni restituendo alla collettività un territorio privo, oltre che di occupazione, anche di luoghi di aggregazione ed una socialità sgangherata e mantenuta funzionale finché è stata funzionale allo scopo dell’imprenditore. Questo accade quando, le funzioni della politica e della res publica vengono assunte ad interim dall’imprenditore; la città sociale, per alcuni brillante opera di magnanimità e lungimiranza dell’imprenditore, per noi, invece, un efficace e subdolo strumento di controllo e plagio della classe operaia, funzionale agli interessi imprenditoriali ed ostativa della maturazione di una solidale coscienza di classe. Decine di Bar e nessun centro di aggregazione sociale, un grave problema occupazionale, un disagio giovanile sempre più marcato, una classe operaia sempre più oppressa che, invece di maturare il proprio riscatto in una lotta di classe, cerca di passare da oppressa ad opprimitrice, da operaia ad imprenditrice, da pluralista ad individualista; questo è il terreno minato che il capitalismo del “fabbricone” ha lasciato quando la nostra vallata non è stata più funzionale al proprio fine. Fra tali difficoltà, fra il fuoco incrociato di centro dx e anche centro sx, nell’ipocrisia della valle asfittica e spesso razzista le Compagne ed i Compagni del Circolo E. Guevara fanno politica quotidianamente, impegnandosi a rivendicare i diritti nati dalla Costituzione nata dalla lotta Partigiana e antifascista, a contrapporsi alla becera logica della triplice denaro-capitale-sfruttamento, a contribuire alla creazione di una società inclusiva e non esclusiva. Per fare ciò, però, le Compagne ed i Compagni necessitano di mezzi, di un Partito unito e non impegnato a frantumarsi in logiche correntizie, necessitano di un Partito che sia capace di porsi un obiettivo politico plausibile e percorribile, necessitano di un partito che non disperda il proprio patrimonio umano ma bensì lo usi come catalizzatore delle lotte, necessitano di formazione e di motivazione. Per questi motivi le Compagne ed i Compagni del Circolo E. Guevara si auspicano che ci sia finalmente un congresso unitario che superi i fratricidi correntizi, si auspicano che Rifondazione Comunista si faccia promotore e baricentro di una soggettività politica di Sinistra d’alternativa anticapitalista, antifascista e antiliberista, individuando un obiettivo comune che unisca finalmente la galassia Comunista e non che la divida, si auspicano che gli organismi dirigenti siano rappresentanza dei territori, delle giovani generazioni e dell’internazionalismo delle lotte. In conclusione, dal prossimo congresso, Rifondazione Comunista deve uscirne con un chiaro obiettivo politico, in grado di rafforzarsi, ri-espandersi nei territori e crescere, fino alla vittoria, sempre!

Cristian Farina

da www.rifondazione.veneto.it

 

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