No Dal Molin e Bottene ai saluti «Mi danno il benservito»

Pubblicato il da ilfogliorossodivicenza-nordest

 

Cinzia-Fo-GalloIn una lettera il «congedo» dalla consigliera, che risponde: liberano il campo per le primarie. Il Presidio: il simbolo non sarà alle amministrative

 

VICENZA - È un comunicato di poche righe a porre la parola «fine» su una storia di passione politica che durava da sei anni. Quella che legava il Presidio No Dal Molin e il suo volto più noto, Cinzia Bottene: prima portavoce nel 2006 della protesta contro la base americana, poi, dal 2008, eletta in consiglio comunale sui banchi dell’opposizione. «L’assemblea del Presidio ha ritenuto esaurita l’esperienza della lista di scopo "Vicenza Libera - No Dal Molin", nata nel 2008 per contrastare il progetto Usa. Alle prossime elezioni amministrative di Vicenza non ci sarà nelle schede elettorali lo storico simbolo No Dal Molin, che continuerà invece ad essere orgogliosamente presente nelle mobilitazioni e nelle lotte contro la militarizzazione del territorio e contro la guerra». La consigliera comunale è nominata nella laconica riga conclusiva: «Ringraziamo la consigliera Cinzia Bottene per il ruolo svolto e le auguriamo le migliori cose per il futuro».

 

Dietro le parole semplici, c’è la fine di un’avventura politica, il Presidio, che ha riunito persone e storie politiche molto diverse. Una spaccatura, quella fra l’anima «disobbediente» degli attivisti legati ai centri sociali del Nordest e la consigliera, che covava da tempo, ed era divenuta esplicita il 10 settembre in un’intervista al Corriere del Veneto. Allora Cinzia Bottene disse di essersi presa una «pausa di riflessione». Lei spiegherà tutto in una conferenza stampa a bocce ferme, ma intanto replica a caldo: «Mi sembra un modo, neanche tanto gentile, di darmi il benservito e delegittimare il mio operato. Segno evidente che per qualcuno la fase elettorale è iniziata, che ora questo è l’obiettivo principale, e che l’unica priorità in questo momento è quella di sgomberare il campo da ogni possibile ostacolo che li leghi coerentemente alle battaglie condotte fino ad oggi, per procedere spediti verso le primarie, non si sa di che tipo, stipulate con il Sindaco. Per far questo non si esita a sacrificare relazioni e rapporti umani consolidati negli anni».

 

L’ex leader della protesta parla di «un brutto esempio di politica vecchio stile», prende atto della decisione del Presidio, ma conferma che non si dimetterà. «Ho sempre considerato la lista Vicenza Libera non patrimonio personale mio o di un gruppetto di persone, bensì collettivo e della battaglia straordinaria contro le servitù militari». Dietro alla rottura ci sarebbe la partita delle primarie per il candidato del centrosinistra alle elezioni amministrative, a cui la stessa Bottene allude. Mercoledì il Pd cittadino ha dato mandato al sindaco Variati (ad oggi l’unico candidato in lizza) di iniziare un «percorso con Sel, individuando alcuni criteri in vista di una possibile alleanza». Proprio Sinistra Ecologia e Libertà starebbe raccogliendo le forze per una candidatura di sinistra anti-Variati, e di questo percorso farebbero parte anche alcuni esponenti del Presidio legati all’ala degli ex disobbedienti.

 

Giulio Todescan da il "Corriere del Veneto"
18 ottobre 2012

 

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